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La noia, la rabbia, la paura sono i nemici più grandi della vita….

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paure
Quando si cresce e si vive il periodo adolescenziale ci si pone delle domande: Cosa farò da grande? Chi sarò? Come vivrò in questo mondo?
Tutti interrogativi ancora non molto chiari, considerando l’età, ma che, con il passare del tempo, rendono ansiosi e paurosi.
Da sempre l’adolescenza è uno dei periodi di crescita più difficili e molti giovani si trovano a vivere in compagnia di queste “ombre”, di questi sentimenti che li accompagnano in questa fase critica e spesso, purtroppo, anche dopo.
Vivere queste sensazioni è molto brutto, è un qualcosa di inspiegabile, che non può essere descritto se non viene provato.
Tutto ha inizio con la noia, che si trasforma in rabbia per poi sprofondare nella paura più totale.
Essere annoiati è una sensazione molto brutta, può essere la causa di un momento di debolezza che fa sentire soli e tristi, vittime di una vita monotona e organizzata, che porta a fare, a dire e pensare sempre le stesse cose.
Conseguenza della noia è la rabbia, perché non sapendo cosa fare si diventa nervosi, arrabbiati e ad una semplice osservazione si risponde male, senza pensare, per poi riflettere e rendersi conto di aver sbagliato.
Conseguenza della rabbia, infine, è la paura.
La paura, a mio parere è il nemico più grande.
Provare paura è una sensazione orribile che rende deboli, che blocca tutto e non permette di andare avanti.
Questo sentimento anche se è difficile da affrontare, penso sia davvero indispensabile perché rende più prudenti e riflessivi e anche perché nel momento in cui si riesce a superarlo ci si sente fieri di se stessi e orgogliosi.
La noia, la rabbia e la paura sono veramente i tre nemici più grandi della vita di un adolescente, perché un giorno di dolore pesa più di cento giorni di felicità.
In adolescenza le emozioni e i sentimenti sembrano amplificarsi, vanno e vengono senza una direzione precisa, e per poterla trovare a volte si ha bisogno di un piccolo aiuto, di qualcuno che ci ascolti, che ci aiuti e ci capisca senza giudicarci, e accettarci per come siamo.

Muzzi Rosa MariaScritto da Muzzì Rosa Maria, Istituto Einaudi Serra San Bruno, classe IV A, A.F.M. (Articolo a cura della professoressa Grillo Clara)

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