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La mia esperienza del Ristorante Didattico.

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Ristorante Didattico
"Inseguite sempre le cose che vi rendono felici, non rinunciare mai a qualcosa che vi appassiona al punto di riuscire a farvi cambiare umore la mattina". Io non ho rinunciato! Sono una ragazza di 18 anni che ha inseguito la sua passione: la cucina. Il lavoro del cuoco, molto spesso, viene sottovalutato e discriminato, forse perché non ci si veste con giacca e cravatta, forse perché la nostra società ha una mentalità chiusa per comprendere il sentimento, l'amore che spinge un ragazzo o una ragazza come me a voler intraprendere questo mestiere. Riuscire a trasmettere, attraverso un piatto, tutte le sensazioni, le emozioni, l'amore che si prova per ciò che si sta facendo è fondamentale in questo lavoro, ed è proprio per questo motivo che bisogna guardare oltre le apparenze. Dallo scorso anno, nella mia scuola, l’Istituto Alberghiero di Serra San Bruno, è partito un progetto che prende il nome di Ristorante Didattico. Progetto che ho seguito e continuo a seguire e che riscuote molto successo tra gli studenti coinvolti. Si tratta di organizzare un evento culinario occupandoci noi allievi di tutta l'organizzazione. Tantissime sono le emozioni, positive ma anche negative, che si provano cimentandosi in questa esperienza. Non nego le difficoltà del lavoro: ci sono stati momenti in cui ho pensato di non farcela, di non essere all'altezza. Ho sbagliato molte volte, ma ho imparato dai miei errori. Gestire una brigata di cucina, coordinare il lavoro di tanti ragazzi, stilare un menù ed essere attenta affinché tutto sia perfetto non sono proprio cose facili per una ragazza della mia età. La difficoltà non consiste solo nel preparare varie portate per un determinato evento, anzi, il vero e proprio lavoro sta nell' organizzare il tutto. Nel periodo di preparazione le emozioni che ti attraversano sono infinite: si passa da uno stato di tranquillità ad uno di ansia in pochi minuti!! Solo dopo la conclusione dell'evento ci si sente davvero tranquilli, in pace con se stessi, perché ognuno sa di avercela messa tutta. Ci si sente orgogliosi e fieri per esserci riusciti. Sono stati travalicati i propri limiti! Per questo ritengo sia vantaggiosa l’idea di cimentarsi in queste esperienze, perché ci misuriamo col mondo esterno ma, soprattutto, con noi stessi, riuscendo a rompere le barriere che tanto ci pesano facendoci crescere professionalmente e umanamente.

 

Ivana VallelongaScritto da Ivana Vallelonga, Istituto Einaudi Serra San Bruno, classe V AB I.P.S.E.O.A. (Articolo a cura del professore Andrea Fera)

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