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Fatti straordinari: NATUZZA MI DISSE: “ Guardate meglio il Vostro orologio…adesso mi credete?”

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natuzza evolo da giovane
Sempre alla ricerca la nostra rivista di mantenere la qualità delle pubblicazioni con l’aspirazione di migliorarla sempre più, questa volta abbiamo il piacere di ospitare, l’avv. Franco INZILLO di Vibo Valentia, avvocato civilista, intellettuale stimato, sottile analizzatore della vita umana e della politica nazionale. L’argomento trattato non riguarda le sue specializzazioni specifiche bensì un breve fatto portentoso al quale assistette in prima persona e del quale ebbe la fortuna di essere testimone oculare.

L’evento riporta la memoria ai tempi lontani, datandola alle prime manifestazioni della veggente di Paravati che hanno destato l’attenzione di molti e l’interesse, via via sempre più vivo, della Chiesa e delle sue strutture gerarchiche.
Ed ecco il mio ricordo della giovinezza, stagione d’intensa curiosità. Accompagnato dal mio fraterno amico Enrico Colloca ( facente parte della famiglia vicinissima alla veggente ) andai ad incontrare Natuzza. Riposava nella sua casa, stante il periodo in cui si manifestavano gli episodi di veggenza, ma sempre serena, sorridente. Ad un saluto, affettuoso, seguì una conversazione sulla quotidianità, in linguaggio esistenziale estremamente semplice, Tale da rivelare, però, qualche piccolo seme di mia incredulità, probabilmente. Dopo un certo tempo ritenni di porre fine alla visita, guardando il mio orologio e scusandomi per l’ora ormai tarda. E, qui, un episodio di cui ho la perenne memoria. Natuzza mi rivolse uno sguardo di eloquente benevolenza e mi disse: “non è mai tardi, guardate meglio il vostro orologio. Ora mi credete?”. Io seguì il suo consiglio e, con evidente stupore, notai che le lancette erano ritornate all’indietro, segnando un tempo ben diverso da quello precedente. Dalle 12 il tempo si era refissato alle 10!!!
Chiaro il significato del piccolo evento personale. L’uomo è sempre alla ricerca di una relatività. Ma non è mai tardi , perché può sempre incontrarsi un DIO, un Cristo in agonia, qualcuno che porta sulle sue carni le stimmate della croce, in attesa all’angolo della strada della vita per indicare quella più giusta.
Guardando allo specchio del “cogito ergo sum “ cartesiano, compresi perché se è certa l’esistenza della sostanza pensante, tra le idee presenti nell’uomo c’è anche quella di un DIO supremo eterno, creatore universale, costituente una sostanza infinita. Ma questo è discorso che ci porterebbe lontano.

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