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Zungri città della pietra | Il fiore e le pietre, un racconto di Caterina Tagliani

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Zungri citta della pietra
Il mio incontro col colore è avvenuto una bella mattina di molti anni fa, non ricordo di preciso se fosse il 2011 o il 2012, ma è una data importante segnata su un quaderno che ora non trovo ma che ha segnato il mio cammino di pittrice e che in ogni mia opera pittorica si ritrova.
Avevo deciso quella mattina di visitare “Il mondo di pietra” a Zungri, ne avevo tanto sentito parlare ed ero curiosa: visitare la Stone calabrese diventata monumento nazionale mi ispirava e immaginavo, ancor prima di arrivare che certo non sarebbero state delle pietre ad impedirmi di raggiungerla e dopo tanto cammino in effetti arrivai fino all’ingresso, non senza essermi fermata ogni tanto per osservare la bella coltivazione che la circondava, le grandi pietre che sembravano proteggere come guerrieri davanti ad un tempio.
E proprio mentre ero ferma ad osservare le rovine di una struttura che doveva essere stata la dimora di un’antica civiltà, il mio sguardo cadde su un fiore sbocciato fra le pietre: il suo caldo colore m’incantò e per molti istanti catturò la mia attenzione, solo dopo molto tempo me ne distaccai e senza raccoglierlo, m’inoltrai fra le pietre di quel mondo apparentemente distrutto. Non era così e me ne accorsi appena entrata: soffitti in ampie volute si susseguivano, corridoi e resti di stanze con sedili in pietra, alle feritoie delle finestre, il muschio pendeva rendendo il luogo sempre più suggestivo: in quel mondo di pietra ogni sasso, ogni filo d’erba sembrava volesse parlare, raccontare una storia che la mia mente stava già costruendo mentre un senso indescrivibile di pace e di meraviglia mi pervadeva. Non so quanto tempo rimasi ma nessun angolo avevo trascurato mossa dalla mia curiosità di conoscere e come in attesa di non so quale misterioso incontro. Fuori mi aspettava il sole e il fiore d’indaco fra le pietre m’invitava a raccoglierlo. Non so perché lo lasciai, forse perché fosse un pegno per il mio ritorno. Ho appreso poi che l’indaco, collocato dagli studiosi tra il viola e l’azzurro, è simbolo di spiritualità e di pace, utilizzato nelle grandi sedute di meditazione per la sua grande capacità di rilassare dalle tensioni con il potere di influire sui nostri stati d’animo ed in quel momento ho compreso che il fiore poteva essere un messaggio, una indicazione per il mio futuro…Il colore che non manca mai in ogni arcobaleno che sempre empie il cielo di colori dopo un temporale, è diventato il mio colore fondamentale ed ora è lì, alle soglie di Stone, riprodotto su una pietra: la mia offerta ai Numi protettori dell’Arte, il mio contributo a Zungri e a Stone, Città della Pietra.

IL FIORE E LE PIETRE

Caterina Tagliani 80
Così è nato delicato il colore,

da un bel fiore che sopra una pietra
attendeva il mio passo ed il sole.

L’ho guardato ed un fremito lieve
passò fra le mani ed il cuore
esitando lo colsi, in tumulto la mente
mossi il passo ed andai verso Stone.

Ogni arco portava un sussurro,
grondavan di lacrime i muri
e i mucidi ad ogni feritoia, sussurravan
storie antiche d’amori e rancori

dal tempo e nel tempio sepolti.
Io stringevo ben forte il mio fiore
e m’avviai verso il sole…
era sorto il colore!

Poesia di Caterina Tagliani

PROFILO DI Caterina Rizzo è nata a Santa Domenica di Ricadi (VV).
caterina rizzo il fore e le pietre zungri
Il suo percorso, come quello di molti artisti, non è stato facile ma la sua costanza e l’amore per la pittura le hanno spalancato le porte della notorietà. Elencare tutti i premi, le Mostre e i riconoscimenti ricevuti, significherebbe riempire diverse pagine che segnano il percorso dell’artista, per questo e per facilità, riassumiamo non quelli che riteniamo più importanti, ma certamente quelli forse meno noti al grande pubblico.
Caterina Rizzo ha esposto in diverse mostre e rassegne d’Arte, ottenendo, premi e riconoscimenti. Fra i più importanti si citano: personale a Pizzo nel 2009, varie collettive a Tropea, Zungri, Zambrone, Vibo Valentia, etc. tutti con attestati di riconoscimento; la partecipazione alla Mostra Nazionale di Santhià (varie edizioni); premio e targa di riconoscimento all’Estemporanea di Spilinga 2008 e al 55° Concorso Nazionale di “Premio Pizzo 2009”; premio e targa con diploma di riconoscimento al 42° Conc. Naz. “Primavera” di Foggia nel 2010 – 2011 – 2012 – Primo premio estemporanea di Colosimi 2012- partecipazione alle Biennale di pittura città di Soliera- 2009- 2011- 2013- Biennale di Verona 2014. Di lei hanno scritto numerosi autori fra i quali citiamo: Pino Schiti, R.Piperno, G.Farina, S.Demurtas, V.Cracas, G.Vitetta, Vittoria Saccà, Caterina Tagliani, Vincenzo Ursini, Mariarosaria Belgiovane, Vincenzo Abati, Corrado Landolina, Giuliana Carlucci, Antonio Alia, fra i critici più noti: - Paolo Levi – Sandro Serradifalco e Vittorio Sgarbi incontrato in più occasioni, non ultima, la partecipazione alla “Biennale Internazionale Arte di Palermo” e di Verona conclusasi da poco, e per lei il noto critico ha sempre avuto parole di lode per i suoi quadri e i suoi colori. Inserita nel Catalogo Nazionale dell’Arte, “L’elite”, e in “BN-ARTE” e in altri numerosi cataloghi, non per questo Caterina Rizzo ha ritenuto “concluso” il suo percorso artistico e non manca quindi di accettare inviti alle mostre e alle estemporanee d’Arte, riscuotendo successi e riconoscimenti, non ultima in ordine di tempo, la Biennale di Brindisi,- Lecce – Bari e Taranto-nella quale ha ricevuto anche la nomina di “Ambasciatore dell’Arte del Mediterraneo”. Nel 2013 conquista il pubblico Europeo partecipando alla MOSTRA INTERNAZIONALE “I MAESTRI DEL COLORE 2013” organizzato dall’ACCADEMIA INTERNAZIONALE, nella quale si distingue e riceve numerosi riconoscimenti: IL Premio Speciale BRUXELLES, la targa speciale onorifica della “CITTA’ DI CRACOVIA-GIOVANNI PAOLO II”, la targa onorifica “CITTA’ DI AUSCHWITZ” e, non ultimo, dall’ACCADEMIA DELLA NIKE- GRECIA, il Premio “HELLAS 2013”. Premio speciale di Bellizzi 2013 – Catanzaro “Arte Incontro” targa d’argento 2014… Ma fra un premio e l’altro, l’artista non cessa di partecipare ed allestire mostre anche nella sua terra Calabra che ama e della quale i suoi meravigliosi dipinti sono testimonianza. Molti suoi dipinti sono stati utilizzati per Antologie poetiche e non solo. L’incontro con l’Editore Vincenzo Ursini, scrittore, giornalista, poeta, e Presidente Dell’Accademia dei Bronzi di Catanzaro che premia l’opera di Caterina “Nel Nome Del Padre”, con la medaglia del Presidente della Repubblica- e Arte Incontro 2012 Targa d’Argento e Arte oggi 2014- citandola in numerosi articoli sui principali quotidiani calabresi. Per lei organizza delle personale di pittura a Catanzaro nel meraviglioso palazzo Fazzari “Galleria d’Arte di Mattia Preti” e in S. Maria della Pietà a Squillace. E’ all’editore Ursini che si deve la definizione di “Pittrice della Luce”, poiché nella sua arte, Caterina Rizzo, traspone tutti i colori della terra calabrese esaltandoli con rara maestria: ogni pennellata si anima, ogni colore che scorre dalle sue dita alla tela, colore nel quale predominano il viola, l’azzurro, il giallo, danno forza all’immagine creata e che sia un paesaggio o un fiore, sempre esaltano le figure che balzano da una cornice che s’imprime nell’animo e lascia spazio all’interpretazione di chi guarda il dipinto e la tela, gioia per gli occhi si fa…poesia.

 

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