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Rivista Santa Maria del Bosco - Serra e dintorni

Gioacchino Giancotti
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Vecchi mestieri | C'era una volta..."A mammina"

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La Mammina
Tanto tempo fa, si sa, si partoriva in casa e ricche e povere venivano accompagnate nel delicato momento del parto, da una figura femminile: la levatrice.

Il nome dialettale della levatrice, cambia di luogo in luogo, ma s'avvicina spesso alla parola mamma.
Come i medici condotti, era costretta a percorrere, anche a piedi, lunghe distanze, quando le puerpere abitavano nelle cascine di campagna.
Di notte o di giorno e con qualsiasi tempo, si recava dove veniva chiamata.
A volte era una donna di età matura che aveva avuto tanti figli ella stessa, altre, una donna con una dote innata e benvoluta da tutti.
Agiva solitamente da sola, avvalendosi solo dell'aiuto dei familiari della casa e ci s'affidava soprattutto alla buona sorte.
Le donne, solevano pregare e gli uomini venivano allontanati. I mezzi a disposizione erano pochi e rudimentali. Sicuramente occorrevano le forbici che venivano sterilizzate col fuoco...
La nascita era sempre un evento naturale, ma anche molto sofferto da tutti, non solamente dalla futura madre.
C'era sempre l'apprensione che qualcosa andasse storto e ci si affidava volentieri, anche a riti magici o scaramantici.
La preghiera era però al primo posto.
In tempi remoti, capitava spesso che morissero i neonati, magari a causa del cordone ombelicale, o la stessa madre.
Col tempo, in molti posti, "la mammina" diventò comunale, cioè preposta e man mano cominciò a diffondersi il mestiere con studi adatti. Verso gli anni cinquanta, venivano già chiamate ostetriche ed avevano una qualifica.
Quando il bambino nasceva avvolto dalla placenta, si gioiva perché si pensava che il bambino sarebbe stato molto fortunato.

"Nescíu cu a cammisa"
(Nato con la camicia).

La levatrice, lavava bene il neonato, lo controllava come sapeva e lo fasciava con lunghe fasce. cambiava le lenzuola con quelle più belle del corredo e solo dopo che il bambino era stato allattato per la prima volta, faceva entrare il padre a vedere la sua creatura. Il suo lavoro proseguiva recandosi a visitare puerpera e bambino per alcuni giorni, anche dopo il parto.
La levatrice, il piú delle volte veniva pagata in natura. Uova, galline, prodotti dell'orto. Si dava quel che si aveva.

Fonte Immagine

Domenico Calvetta
Marco Calvetta
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