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Rivista Santa Maria del Bosco - Serra e dintorni

Gioacchino Giancotti
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Appunti su Padre Cristiano | Per sempre certosino.

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padre cristiano
Non è facile scrivere su di Lui e racchiudere la sua santa missione in uno scritto breve,  sia perché “ creatura spirituale” (i segnali spirituali non si scrivono né si leggono ma si sentono) e sia perché le informazioni e le notizie attinte sulla sua vita terrena sono frammentarie, riservate e gelosamente custoditi da coloro che lo conobbero e recepirono il Suo insegnamento. Da un approccio sommario alle fonti ufficiali risulta che nacque il 19 novembre 1929 in un piccolo paese della Francia, Tillières vicino Angers, fu battezzato  due giorni dopo e si chiamò per l’anagrafe francese Gaston Christian Thomas fino all’età di 23 anni, cioè fino a quando non entrò nella Grande Certosa di Grenoble. Da quell’anno fino alla morte si chiamò per tutti i fedeli Padre Cristiano ed ebbe sempre come faro di luce della Sua missione un cuore certosino. Era terzo di tre fatelli. Non ho notizie del padre, ma sò che la madre era un’insegnante  di scuola elementari. Soltanto nel 1980 fu “trasferito” nella nostra Certosa e all’età di 51 anni fu conosciuto dai suoi compagni e dalla popolazione del comprensorio. Celebrò per tanti anni la messa nella cappella della Certosa dietro le grade dell’altare come vuole la regola certosina, diede pace e conforto soprattutto al di fuori dai soliti riti e cerimonie religiose. Lasciò nel 1994 la Certosa a malincuore ma continuò la sua missione evangelatrice in provincia di Crotone , in provincia di Cosenza, ma anche fuori Calabria ed oltre i confini nazionali. Tenne sempre i contatti personali con i suoi “figli spirituali” ( così chiamava i suoi fedeli ) davanti ai quali si inginocchiava e soleva dire, “io sono di tutti ed ognuno”. Partiva sempre dove c’era bisogno della sua presenza anche se doveva fare ore di treno o di aereo. Ma chi fu veramente Padre Cristiano? un monaco certosino? un semplice ed umile sacerdote? un carismatico? un esorcista? un mistico? un guaritore? un veggente ? Forse è troppo presto poter rispondere a queste domande, ma penso che fu un amalgama ben dosato ed equilibriato di tutte queste qualità peculiari. Non era certo un prete di paese; era piccolo di statura ma con le fondamenta solide spirituali di un grattacielo; ecco perché lascia un’impronta indelebile di mitezza d’animo, di purezza di bambino e di estrema generosità, perché aveva un canale diretto e privilegiato con San Bruno, Gesù e la Madonna. I suoi occhi profondi e misteriosi infondevano la pace nei cuori, le sue parole semplici scalfivano e penetravano gli animi più duri. Nelle varie località dove visse quale sacerdote, accolse migliaia di persone che venivano con i pulman e avevano bisogno della sua presenza; non ebbe la notorietà e non causò clamore di altri singolari personaggi ( come Fratel Cosimo della Madonna dello Scoglio ) perché in fondo al suo cuore  rimase per sempre un monaco certosino: silenzio, contemplazione e preghiera. Ma venne la sua ora e abituato ad abbracciare la sofferenza altrui ( il Signore volle metterlo alla prova finale come i tutti i grandi, Padre Pio, Papa Giovanni Paolo II, Natuzza ed altri ) dovette abbracciare anche la sua sofferenza. La malattia “ a lui riservata”  nel 2010, lo portò a seri problemi cardiologici e poi ad un ictus che lo immobilizzò e perse la parola per sempre ma gli occhi  rimasero vivi  a trasmettere messaggi di pace e di dolcezza ai suoi figli spirituali. Le sue qualità spirituali non li tenne chiusi in una cella o nel suo animo ma li trasmise equamente a chi ne faceva istanza e li asperse come l’acqua santa a chi ne aveva bisogno infondendo pathos ed emozioni che si scioglievano in pianti di gioia, provenienti dalla sua complessa personalità. Mai abiurò la regola certosina, anzi la sua tendenza simpatetica fu pienamente concorde e conforme alle inclinazioni spirituali dei suoi compagni. L’esperienza contemplativa di San Bruno rappresentò nella   travagliata storia della Chiesa e nella vita di Padre Cristiano un vero segno teologico. I certosini come lui,  sono sempre in costante attesa dell’arrivo di Dio…che l’ha preso per mano  e l’ha portato in Paradiso e l’ha fatto sedere accanto a Lui. Il resto è cronaca conosciuta. Il 3 aprile 2013 tornò spiritualmente  alla Casa del Padre e materialmente tornò alla Certosa di Serra da dove interruppe il suo percorso certosino. A S. Andrea gli fu celebrata la messa dal Vescovo e 15 sacerdoti e poi, il 4 aprile, nella “sua” cappella della Certosa fu fatta la veglia dai suoi fedeli ( fra pianti e preghiere ) e dai suoi compagni spirituali. Fu tumulato nella terra nuda a due metri di profondità. Fu posta una croce di legno come tutti gli altri certosini. Gaston Christian Thomas non esiste più ma Padre Cristiano sarà sempre con noi.

Domenico Calvetta
Marco Calvetta
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