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Rivista Santa Maria del Bosco - Serra e dintorni

Gioacchino Giancotti
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Il profumo del silenzio | La Calabria e uno dei suoi tanti gioielli dove sognare e meditare.

Il profumo del silenzio serra san bruno
Io ho viaggiato poco e niente, ma se dovessi scegliere una meta, sceglierei sicuramente un posto tranquillo, pieno di natura, dove il tempo sembri danzare un lento malinconico che invita a sognare, a meditare.
Non c’è bisogno di andar lontano per trovare posti del genere...
La Calabria è piena di gioielli simili dove la contemplazione è un dono che purtroppo pochi sappiamo assaporare e gustare, stritolati dalle spire del tran tran quotidiano.
Serra San Bruno e tutto il circondario, sono luoghi d’ incontaminata bellezza dove la natura regna ancora sovrana.
L’aria è satura di profumi antichi e quello di resina, portato dal vento, certi giorni inebria dolcemente.
Mi piaceva passeggiare per le stradine del centro, dove le case attaccate una all’altra, sembravano sostenersi a vicenda per non crollare.
I selciati, in alcuni punti lisci lisci per le intemperie ricordavano le pietre di fiume levigate dall’acqua… e dove il sole faceva fatica ad entrare, tipico di tutti i centri storici, il muschio colorava col suo verde, i basamenti dei muri.
Muri scorticati dal tempo, ritoccati negli anni, abbelliti e colorati con tinte sgargianti…
Tutti diversi eppure tutti uguali. Custodi di un remoto passato saturo di sussurri d’innamorati, di chiacchiericci di comari, di grida gioiose di bambini scorrazzanti, di rosari sgranati su vecchie seggiole impagliate. Preghiere di madri speranzose e di cuori affranti…
La domenica, un coro di campane antiche risuonava nel silenzio del mattino ed invitava alla preghiera. Forse anche tante altre cose invitavano alla preghiera…
Gli zampilli delle fontanelle dislocate qua e là, l’eco del torrente che scorreva in mezzo al paese, lo stormire del vento tra i rami degli abeti…e il silenzio.
Il profumo del silenzio non ha prezzo, ma per trovarlo bisogna saperlo cercare anche dentro di noi estraniandoci dal caos della vita.
Quando inizi a percorrere il viale che porta alla Certosa di San Bruno, se non fosse per le auto che circolano, sembrerebbe di essere catapultati indietro di secoli.
Cullati dal dolce fremito delle foglie degli alberi che creano un tunnel naturale, sembri varcare un mondo ormai perduto, chiuso come in uno scrigno prezioso dove l’eco del tempo risuona in lontananza.Le antiche mura che celano la vita dei Certosini intenti alla loro preghiera, sembrano rimandare di sottofondo la nenia dei loro cori sommessi e ne pregnano l’aria.Basta ascoltare col cuore…Uno sguardo al cielo che sovrasta la grande costruzione, sembra innalzarti e rapirti verso l’infinito. Un oceano d’infinito in un mare di silenzio che colma l’animo del viandante stanco lungo il viaggio della vita.Un’oasi di pace e meraviglia, i torrenti, i boschetti e le radure a Santa Maria Del Bosco.Il laghetto di San Bruno che brilla di monetine al sole.Una flebile preghiera e la speranza quasi scaramantica del gesto ci ricordano la miseria umana che s’aggrappa a tutto a volte, tranne che al sacrificio, alla penitenza, come invece il Santo dovrebbe insegnare.Il Santo che ha lasciato il mondo per ritirarsi nell’eremo a contemplare Dio e la natura che esprime il suo immenso amore.E finisce il viaggio dei miei ricordi cullati dal tempo, portati dal vento…Mi fermo davanti al sagrato della chiesa di S. Maria dove danzano ancora attimi d’eterno e il profumo del silenzio che rinfranca, diventa preghiera del cuore e supplice speranza.

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Sull’onda dei ricordi... Lo Scoglio di Placanica è la nostra piccola Lourdes?

madonna dello scoglio come lourdes
La prima volta che andai allo Scoglio di Placanica, fu circa una trentina di anni fa insieme a mia madre. Al tempo non c'era null'altro che una spianata di cemento e una cappelletta vicino al famoso scoglio dell'apparizione. Non c'era nemmeno un bagno, che io ricordi. Gli autobus si fermavano abbastanza distanti dal luogo e dovemmo fare un bel tratto di strada a piedi per arrivarci.
Si diceva fosse "giornata di miracoli" e c'era una gran folla da tutta la regione. Piovigginava, ma nessuno si muoveva o si lamentava. Non ricordo se c'ero andata spinta da vera fede, ma forse più per fare contenta mia madre e per curiosità...
La giornata non fu affatto stressante, anzi devo dire che mi ritrovai a stare proprio bene. In certi momenti non udivo nemmeno il brusio della folla e al momento culminante della preghiera di Fratel Cosimo, un calore interiore sembrava volermi far scoppiare il cuore. Stavo bene, ma ero lucida e non avevo vissuto nessuno dei fenomeni che in tanti dichiaravano. E finì così. Un' eperienza come un'altra, un semplice pellegrinaggio.
Ci ritornai a distanza di anni con mio marito e mia madre, ma in auto e quella fu un'esperienza che qualche domanda me la fece porre...
Siamo andati accompagnati dalla signora miracolata di Serra San Bruno e suo marito. Loro con la propria auto e noi con la nostra dietro. Non vi dico la strada...anche perchè non saprei descriverla. Prendemmo una strada di montagna da Serra che era tutta tornanti e burroni incredibili che solo a guardare di sotto faceva morire di paura noi che non eravamo abituati. Non ricordo quanto ci impiegammo, ma finalmente i burroni terminarono e il paesaggio cambiò. Io mi rasserenai un po' e pregavo silenziosa seduta dietro.
Fu un attimo. Un momento che non so definire, ma che mi è rimasto impresso da allora. Udii un forte rumore metallico come se la fiancata dell'auto strisciasse contro un muro con catene e all'improvviso divenne tutto buio. Io non vidi più null'altro che tenebre.
Eravamo passati su un ponticello e delle canne ci sfioravano. Non c'era null'altro! La macchina era passata tranquillamente perchè abbastanza largo e non aveva nessun graffio. Il bello era che anche mio marito e mia madre avevano udito lo stesso rumore e visto buio. Ci fermammo e con noi i signori Tassone che ci rincuorarono. Proseguimmo un po' scossi ad affrontare l'ultimo tratto che ci separava dallo Scoglio. Ancora una ripida discesa e m'accorsi che mio marito andava un po' veloce per il suo solito...non mi rispose e capii che qualcosa non andava. L'auto prendeva velocità ed io gli ripetevo di frenare. Solo dopo un po' mi disse che i freni non rispondevano e l'auto andava per i fatti suoi.
"Madonna mia! Che dici?" Gridai ...e come per incanto l'auto si fermò.
Allora davvero la paura fu tanta e anche i signori Tassone si erano accorti di tutto. Scendemmo per la seconda volta e ci accorgemmo di essere vicinissimi al precipizio di un burrone.
Sinceramente non eravamo certi di aver fatto la cosa giusta ad andare per quella strada a noi sconosciuta ed eravamo preoccupati per l'auto.
Come Dio volle arrivammo finalmente alla radura e mio marito si tranquillizzò molto. Era il posto di pace che ricordavo anche se eravamo preoccupati per la macchina. Per farla breve, al ritorno non riprendemmo la strada del pomeriggio, ma l'autostrada e i freni funzionavano benissimo. L'auto non aveva nulla...però qualcosa era successa. Non avevamo immaginato tutti e tre le stesse cose e in cuor nostro sapevamo cos'era o meglio chi, non voleva che noi andassimo in quel posto...Si dice che nei luoghi visitati dalla grazia divina, il male inveisce contro...chissà.
Placanica è la nostra piccola Lourdes? O siamo noi miseri umani che abbiamo bisogno di aggrapparci a quello Scoglio?
Eppure è cresciuta negli anni e i miracoli di fede continuano a fiorire. Io non sono qui a testimoniare null'altro che quello che ho appena raccontato. La mia fede non ha eccelso ed ha vissuto i suoi alti e bassi come penso per tutti i comuni mortali. Non ho avuto miracoli, né li ho chiesti.
Eppure sento che laggiù qualcosa accade davvero come già altrove, ma queste sono altre storie.

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