Rivista Santa Maria del Bosco - Serra e dintorni

La poesia di Nicola Gullo.

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Un verseggiare segretamente religioso che somiglia ad un compendio d’amore con una ricchezza di doni offerti a piene mani.
Nicola gullo 300“Ciascuno con il suo fardello,/buttato/nel caotico vagare:/la vita.//Tace l’orizzonte/tacciono le Stelle/orme sepolte sotto la sabbia.//Tutto è un girotondo/a senso unico.//Folle/morde il pensiero/di virar tortuoso/l’oscuro destino.” (La vita)

“E sono ancora lì,/ferme,/silenziose,/sussurri di sentieri smarriti,/un infinito discreto/che ridesta la notte,/che scuote il mio animo/come un turbinio./E mi domando:/dove vado?” (Le stelle). Sono tra  le prime poesie che il Nostro ha cominciato a scrivere, solo da poco tempo, 2014, per un desiderio di “fuga dal mondo discreto, quello di algoritmi e numeri, per approdare alle distese infinite della natura introspettiva e sociale dell'animo umano” come lo stesso mi ha confidato.Il nostro poeta, quasi esordiente, seppur ospitato sul portale web scrivere.info, èNicola Gullo da Siderno  ma residente a Serra San Bruno dove lavora come docente e progettista software freelance in quanto laureato in Ingegneria informatica ma che non disdegna la formazione nel campo delle scienze umane con forti  interessi per la filosofia e la psicologia. Le sue pagine poetiche presto le potremo leggere  nell’Enciclopedia di Poesia Contemporanea 2015 edita dalla Fondazione Mario Luzi e nell’antologia del Premio Città di Narni - VII edizione 2015. Già dai primi versi, su riportati,  è poesia che si evidenzia facilmente per la sua immagine forte e istintiva, per la ricchezza del pensiero che si addensa e si impenna e trascina. Nessun verso è costruito, piuttosto è espresso con linguaggio nitido, spesso imponente per l’essenza dell’intimo sentire e per l’esposizione della realtà problematica esistenziale più nuda e più acerba.Leggiamo la lirica Discrepanze laddove il giovane poeta scrive: “Oscilla/il dubbio/nel nuvolo disperso,/un angolo si dilata/discrepanze/toccano l’ignoto./Un desiderio di quiete/cresce intimo,/ribelle./Il cieco incedere/si sgretola/nel tumulto/che diventa Silenzio/e ritorna/nuova forza/che mi eleva al sublime.” Analizzare la poesia del Gullo non è compito facile che si possa esaurire in poche battute. C’è un mondo intero nei suoi versi, un mondo che va guardato negli occhi per conoscerne la trasparenza del colore, per scoprirne le arterie della cultura quasi innaturata e districarne la saggezza vera, che non va confusa mai con la scienza varia impartita dai testi, dagli stili, dalle facili mode del tempo. Un linguaggio semplice e nel contempo arricchito e arricchente e colmo di rimpianti che sottolinea un antico malessere: la solitudine e perché no anche la rinuncia ad essere protagonisti. Mi par di trovarmi di fronte ad una poesia segretamente religiosa che somiglia ad un compendio d’amore con una ricchezza di doni offerti a piene mani. Poesia religiosa dove il poeta sidernese appare con inviti a riflettere sul significato della vita con pagine cariche di sentimenti, di profonde suggestioni.  “Ti ho guardata Luna/in questa notte ancora tiepida/in bianco e nero, il tuo riflesso/giaci lì assorta./Chissà/se anche tu, Luna/guardi questa stravagante vita/e dai reconditi spazi/scrivi di stelle i tuoi pensieri./In questa notte ancora/tu sei il mio faro/di questo vagare/di questi confusi versi.”Beh si tranquillamente si può sottolineare che la poesia di Nicola Gullo si avvale di una intelligente lettura entro cui si riconosce al poeta un forte impulso di sentimenti che trasmigrano e si trasformano in tensioni spirituali. Qui le eterne domande dell’uomo sul suo destino sono analizzate con assiduità ed intensità di scavo psicologico tanto da apparire in rovelli d’amore ed echi della nostra vita.Al postutto ne nasce e si rafforza Il poeta ansioso che “ogni volta/ nuovi e meditati versi/io voglio proporre/o mio redattore/che miri pensieroso/nuvole di parole,/proprio lì/nei pressi della mia/ti sovviene improvviso/aroma di caffè/e mi lasci solo/a rimurginare/….”

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