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Rivista Santa Maria del Bosco - Serra e dintorni

Gioacchino Giancotti
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La famiglia: ieri e oggi | "Vuoi tu, prendere...? Si, lo voglio!"

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famiglia di una volta mastro bruno pelaggi
La famiglia, quella da sempre sancita dal sacramento del matrimonio, è l’ambiente nel quale, le persone che la compongono, devono sentirsi circondati dall’affetto e dalle premure dei propri cari. Essa ha dato sempre, e doveva continuare a dare, completezza e senso, all’esistenza dell’uomo; specialmente quando, attraverso la nascita di figli, perpetua il miracolo della vita e della discendenza.
Ahimé! Da alcuni decenni, una pericolosa forma di materialismo, minando le relazioni dell’uomo non solo coi suoi simili, ma anche col suo Creatore, sta distruggendo la santità della vita familiare! Il matrimonio, un tempo, era la scelta più importante nella vita di una persona. Era un patto di solidarietà e di serena convivenza, tra due persone, valido per sempre. Oggi, invece, è sentito come un lascia passare per una luna di miele, allettata, istintivamente, dall’attrazione passionale. La quale, se non sostenuta da reciproci sentimenti affettivi duraturi, quali il rispetto e la comprensione, è destinata a tramontare con certezza, come …il nostro pallido satellite!
Io ho sempre creduto, e credo ancora, nell’istituzione della famiglia, come cellula primaria della vita di comunità; e credo anche, nei preziosi ed indispensabili valori che racchiude in sé. Essa, fin dall’inizio, si pose come pietra angolare, di una sana e civile società democratica. Col tempo, divenne non solo il focolare domestico, nel quale, per noi cristiani, arde il fuoco sacro dell’amore; ma anche l’imprescindibile fucina, nella quale, la futura generazione deve essere educata, giorno dopo giorno, alle virtù civili ed al timore verso il suo Creatore.
Un’immagine significativa, che ai tempi miei sapeva di famiglia, di calore degli affetti e di passaggio di conoscenze, era il raccontare fiabe intorno al fuoco: faceva bene ed aiutava pure. Oggi, l’arte del raccontare, purtroppo, non si può più recuperare: A rapire l’attenzione è ormai il monitor, televisore e computer, dando pessimo esempio di educazione! Per i bambini, raccontare favole, allora, nelle quali operavano finanche gli animali, era una prassi ideale; per gli adulti, invece, erano le storie vissute che si presentavano di molta utilità! E, grazie alle fiabe ed alle storie, tutti potevano alimentare la fantasia, esprimere emozioni, coltivare il proprio spazio mentale!
L’elemento essenziale, per una serena vita di famiglia, è il saper mantenere quell’armonia dei sentimenti e delle comprensioni che, nati e vissuti nel periodo del fidanzamento, devono essere consolidati da ciascun componente, giorno dopo giorno. In ogni azione, cioè, bisogna saper scegliere quella che porta, con onestà e correttezza, verso il bene comune; non mancando di difendere e praticare quei valori - nel mio caso furono inculcati dai miei genitori ed io ho cercato di trasmetterli ai miei figli - del rispetto, la rettitudine, la dignità. Considero, quindi, l’esempio di un comportamento sempre onesto, come la migliore eredità che i genitori possono lasciare!
La storia della nostra società, nel suo insieme, si può accomunare alla narrazione della parabola del “buon Samaritano”: La famiglia, mentre si affanna nei problemi quotidiani e cerca di difendersi dalle insidie dei sempre nuovi attacchi esterni, viene svalutata ed avvilita dalla perfidia criminale di chi assalta la coscienza della gente. E’ il risultato, ormai, di decenni di sistematica demolizione - dei valori umani, dell’autorevolezza della persona e della coscienza cristiana - operata anche dalla televisione e dalla stampa in genere: La stragrande maggioranza delle trasmissioni e dei messaggi non fa altro che irridere l’onestà, il pudore, la fedeltà, il sacrificio di propri interessi a vantaggio di quello superiore della Comunità (ahimè! vengono esaltati, invece, l’irresponsabilità, il piacere ad ogni costo, il consumismo, la mancanza di rispetto per gli altri. L’eliminazione di freni inibitori e di leggi moralistiche, provocò, infatti, l’incapacità della ragione, dell’intelligenza e della volontà, a governare le emozioni e i sentimenti!). Per fortuna, c’è ancora qualche messaggio utile, di tanti operatori di pace, che indirizza gli offesi e gli umiliati, verso la retta via d’un tempo!

Domenico Calvetta
Marco Calvetta
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