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Rivista Santa Maria del Bosco - Serra e dintorni

Gioacchino Giancotti
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Alla ricerca della Fede: Fratel Cosimo mi disse.

Conversazione con il Mistico di Placanica toccato dal Signore.
Art fratel cosimo
In queste brevi riflessioni sulla figura di Fratel Cosimo e sulla Madonna dello Scoglio, è inutile ribadire ciò che altri hanno già detto o scrivere ciò che altri hanno già scritto; per rafforzare quello che voglio dire con tale premessa, uso un brocardo latino che rende l’idea, facta loquuntur ( i fatti parlano da soli ) sulla sua missione terrena nell’impatto veemente sulla comunità religiosa e sul nesso eziologico diretto che ha Lui con il Divino senza bisogno di intercessori. Di conseguenza le mie considerazioni sono circoscritte ad incontri casuali avuti con Lui di recente e che comunque, nonostante le mie precauzioni preventive di essere freddo spettatore super partes di studioso di fenomeni straordinari e metafisici, questi contatti personali, hanno lo stesso scosso la mia coscienza che ignara sonnecchiava all’ombra e nel comodo torpore della vita quotidiana. Ma andiamo ai fatti.

Partimmo verso le 8,00 con gli amici Michele Tassone, referente insieme alla moglie Rita Tassone di quel luogo speciale e di Yuriy Kuku, artista ucraino, innamorato di Dio e della’arte italiana, alla volta di Placanica. Quell’ora di viaggio trascorse in un attimo, fra variegati fatti narratoci simpaticamente da Michele, conditi anche dalla suggestiva visione orografica aspra e solitaria di quei luoghi permeati e circondati da un’antica spiritualità, che parte dal periodo tardoantico e continua con il medioevo, dove prolificò il monachesimo, struttura portante della Chiesa dell’epoca che veicolò in occidente la cultura classica, attraverso la copiatura e divulgazione dei testi antichi. Art-fratel-cosimo-2
Il monachesimo definito quello straordinario straripare della vita interiore in forme sociali iniziò ad interessare la Calabria e comunque il meridione già nella seconda metà del IV secolo d.c. Ed in questo contesto suggestivo tra grotte ed anfratti dove la simbiosi tra Natura e Spiritualità rappresentano un’amalgama difficilmente districabile che nacque e si maturò la figura del Mistico della Madonna dello Scoglio.
Intanto giungemmo a destinazione dove ancora Michele ci fece da cicerone sulle costruzioni e stabili che si stanno per realizzare in onore di Maria. Quel giorno giunse pure la bella notizia che avevano ritrovato in un bosco, la vecchia madonnina di marmo rubata vent’anni prima da ignoti. Ci raccontò pure Michele, che quando Fratel Cosimo giunse a Carrara per “incontrarla” inaspettamente perse la vista, per recuperarla subito dopo, allorquando l’artista tolse il velo che la copriva!
Art-fratel-cosimo-3
Tuttavia per una maggiore completezza di narrazione, per gli stolti e comunque per coloro che ignorano o snobbano questi fatti oltre la limitata ragione umana, occorre qualche nota sulla specialità del luogo…Ad esempio che pensare della giovane donna serrese che tutti conosciamo… nota per la sua religiosità che nell’affrontare un parto rischioso per la sua vita, mentre giaceva in sala parto , vide solo lei entrare Fratel Cosimo. Lui la tranquillizzò dicendole che tutto sarebbe andato bene. Così fu. Lo incontrò dopo qualche mese e Lui le disse che non si era mai spostato quel giorno e quell’ora da Placanica, ma le confermò ch’era stato lui a farle visita e a benedirla ( dono della bilocazione come Mamma Natuzza e Padre Pio ). E che dire delle centinaia di guarigioni ed eventi soprannaturali che lì si verificano?
E venne l’ora di incontrarlo… Infatti dopo dopo notammo delle persone che salivano dalla casetta sottostante dove Lui dimora. In particolare notammo un uomo con un cappello estivo di paglia che procedeva sommessamente al centro del gruppo. Era Lui! Pian piano ci venne incontro, si tolse il cappello, ci salutò cordialmente. L’emozione e l’ansia che avevano accompagnato l’attesa, repentinamente si spensero davanti alla sua persona ben curata nell’abbigliamento estivo ( con sandali francescani ) e nella linea fisica. Iniziò a parlare con quella sua voce calda e suadente citando passi della Bibbia e camminando ci avviammo nella stanzetta dove avvenne il miracolo di Rita Tassone. Ci raccontò tante cose delle quali alcuni episodi rimangono nella riservatezza dell’incontro. Mi disse del quadro che si trova nella chiesetta. L’artista dopo aver dipinto tutto il corpo della Madonna, per molti giorni non riusciva a dipingere il suo viso. Quando improvvisamente una mattina trovò il volto dalla pelle scura di Maria che si dipinse da solo; mi disse pure che il Demonio è sempre in agguato e si insidia nelle famiglie per portare male e discordia, come quando nella sua casa, sul pavimento di ceramica, improvvisamente divampò un fuoco eccezionale che gli bruciò quasi tutta l’abitazione. Lui per salvare la sua vita, passò tra le fiamme senza bruciarsi. Nel verbale di sopralluogo i Vigili del Fuoco non si spiegarono mai nè la causa dell’incendio e né il materiale usato per alimentarlo; il volto di Fratel Cosimo si trasfigurò quando ci raccontò il miracolo di Rita in quella stanza dove in quel momento ci trovavamo. Lei fu sollevata dalla sedia a rotelle da un’energia divina potente che le fece toccare con la testa la lampadina che illuminava la stanza ( presenti 13 persone )! Gli occhi arcani di Fratel Cosimo divennero più lucidi e profondi, cambiò la sua tonalità di voce che mi fece impressione, il tempò si fermò, l’atmosfera divenne rarefatta, l’emozione dei presenti vinse ogni resistenza… quello che è successo poi è molto noto nel mondo!
Art-fratel-cosimo-4Poco dopo ci benedisse toccandoci con le sue mani calde e ci trasmise quel mixer di energie positive che tutti abbiamo bisogno per affrontare con coraggio ed entusiasmo i nostri probleni esistenziali.
Tornammo la domenica successiva perché l’artista Yuriy gli regalò un dipinto di un giovane San Francesco d’Assisi che Lui apprezzò molto. Parlammo ancora e fra le altre cose ci disse come la scienza ha molti limiti e dove essa non arriva, per le persone meritevoli, c’è sempre la mano di Dio che supera la ragione umana. Senza sapere uno dall’altro, sia io che Yuriy gli riferimmo che il giorno seguente dal primo incontro ( 8 settembre 2015 ) si erano verificate delle coincidenze per noi molto positive ed inaspettate e allora Lui senza pensarci ci rispose che non si tratta di coincidenze, ma sono circostanze ed episodi che fanno parte del disegno del Signore per ogni essere umano. Partimmo rinnovati con una serenità e nuova pace nel cuore.
Ritorneremo a parlare ancora di Fratel Cosimo, il Mistico di Placanica toccato da Dio.
Ringrazio i coniugi Rita e Michele Tassone, queste speciali persone, destinate dalla mano del Signore ad evangelizzare la Sua Parola con efficacia e risultati positivi riservati solo agli eletti, più di alcuni addetti ai lavori o burocrati di professione.

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8 marzo, oltre la mimosa ci vuole ben altro per “amare” le nostre donne!

8 marzo 2019
8 marzo: giorno dedicato alla donna. Bene! Una breve riflessione, però, è d’uopo anche alla luce degli ultimi avvenimenti davvero non felici nei riguardi delle donne. È dalla fine della seconda metà dell’800 che i movimenti femminili elaborano le basi sulle quali le generazioni future di donne organizzeranno la propria emancipazione e liberazione. Ma oggi a che punto siamo? Che possiamo dire e fare l’8 marzo che ormai da anni è dedicato alla celebrazione della donna, alla quale vengono offerti mazzetti di mimosa. Già, la mimosa! Può bastare un grazioso e piacevole fiore per dire “grazie” alla donna, perché così dovremmo fare. Grazie donna!

Ancinale
Ti voglio bene
donna del silenzio,
donna dell'amore dentro.
Ti voglio bene
donna dalle mani fredde,
squarciate sulle pietre d'Ancinale.
Ti voglio bene
donna dalla schiena spezzata
dalle acque gelide
del fiume di montagna.
Ti voglio bene
donna dell'amore infinito
per il figlio che... si doveva costruire!
di Mimmo Stirparo,2013

Certamente, sul piano legislativo molta strada è stata fatta dalla seconda metà del secolo scorso, del millennio passato, ma sul piano del costume e della mentalità non siano messi bene. Se è vero che dal 2003 la presenza femminile, la famosa “quota rosa”, nei vari parlamenti e parlamentini è aumentata; se è vero che il cosiddetto “sesso debole”, ma poi debole perché? chi l’ha mai pensato?, insomma le donne nei posti dirigenziali, dall’industria alla scuola, sono aumentate e con molta diligenza, non è altrettanto vero che la donna è “rispettata” “in casa”. È un dato drammatico: nel nostro Paese più di cento donne sono vittime di omicidi dentro le mura domestiche. E purtroppo il dato statistico va ulteriormente aumentando. Le cronache degli ultimi tempi ce lo confermano. Dobbiamo parlare di allarme, allarme sociale? Certamente sì! La mia riflessione non vuole soffermarsi, solo, sulle fondamentali e sacrosante rivendicazioni che riguardano la parità dei diritti, quanto piuttosto su alcuni aspetti che sono di supporto a tali rivendicazioni. Ciò di cui le donne, oggi, hanno ancora bisogno è la consapevolezza delle proprie qualità, del proprio valore e del loro compito nella società civile. Altro che “sesso debole”! Non un femminismo vacuo! Insomma, ben vengano le conquiste, sempre di più, sul piano pubblico, che non escludano però la riscoperta di una femminilità che si realizza tendendo alla solidarietà, alla cura, all’ascolto e certamente anche in un rapporto con il potere diverso da quello logoro e corrotto dei nostri tempi. Gli studi, sulla questione, di questi anni dimostrano che le differenze non consistono in un divario intellettivo e dintorni, ma nel modo diverso che uomini e donne hanno di leggere la realtà che condividono, nel diverso interesse che entrambi dimostrano nei confronti degli affetti e nelle realizzazioni personali. È necessario, insomma, esperimentare nuove regole per una convivenza civile e armoniosa in cui le due metà del cielo possano realizzare pienamente la propria personalità. Infine, un cenno, non secondario, alle donne, diciamo così, più che mature, non anziane e soprattutto non vecchie come gli oggetti usa e getta. Anche queste nostre nonne, che ormai sono più che giovani, hanno tanto da dire soprattutto se non le escludiamo dai vari contesti familiari e sociali. Le loro esperienze, le sofferenze patite, i traguardi raggiunti saranno di conforto importantissimo per figli e nipoti per crescere. E sì che possiamo donare una mimosa e non una rosa chè le nostre donne conoscono molto bene il valore del risparmiare!

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Domenico Calvetta
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